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COMUNICATI STAMPA
OCM Zucchero:
interrogazione Sbarbati (MRE - Uniti nell'Ulivo)
alla Commissione europea in difesa della
filiera bieticolo-saccarifera e risposta
della Commissione
La situazione
che dovrà affrontare la filiera bieticolo-saccarifera
- un totale di 77.000 unità impiegate
(stagionali compresi), almeno in Italia,
se fosse applicata la riforma dell'OCM Zucchero
così come proposta dalla Commissione
europea alla vigilia dell'estate, è
di estrema gravità.
E' quanto ha affermato l'on. Luciana Sbarbati
nel testo della sua interrogazione scritta
prioritaria indirizzata alla Commissione
europea.
Questo settore già colpito da profondi
processi di ristrutturazione, prosegue la
Sbarbati, non può far fronte alla
riduzione della produzione, dei prezzi di
intervento e alla possibilità di
trasferire quote di prodotto lavorato fra
paesi UE solo al fine di ottenere la competitività
del settore, senza che si verifichino un
impatto sociale devastante, una perdita
di posti di lavoro e la chiusura di alcuni
impianti.
Quello che non è possibile accettare,
sostiene l'on. Sbarbati è che certe
scelte, la Commissione le faccia nell'intento
di "Realizzare un modello agricolo
sostenibile per l'Europa", modello
che, applicato a settori quali il tabacco,
lo zucchero e altre produzioni tipiche di
alcune regioni del nostro Paese, penalizza
l'economia del singolo Stato membro nell'interesse
dell'Unione.
Le riforme vanno fatte, conclude la Sbarbati,
con tempi adeguati e incentivi che possano
compensare le perdite e garantire la continuità
del lavoro agli occupati o prevedere la
riconversione dei settori.
La Commissione europea ha prontamente risposto
all'on. Sbarbati sostenendo la necessità
di una riforma significativa e una revisone
nel 2008. Non ritiene di dover eliminare
le quote (progressivamente ridotte) anche
se abbatte di un terzo il prezzo dello zucchero
per contenere la concorrenza straniera a
fronte di compensazioni parziali ai produttori.
Ritiene, nella proposta presentata di aver
tenuto conto delle specificità del
mercato.
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