Interventi
Interviste e articoli
   

 

 

INTERVISTE E ARTICOLI

No al non voto delle donne alle donne
Intervista all'On Luciana Sbarbati
di Silvia Mondaini - Marche Domani
10/mar/2004

Non difficilmente rintracciabile (risponde personalmente al telefono di casa), disponibile nei tempi con spontaneità ed immediatezza: eppure, paradossalmente, intervistare l'europarlamentare Luciana Sbarbati si rivela impresa ardua, ma solo perché è estremamente difficile arginare il fiume in piena del suo spirito battagliero e della sua passione politica. Il luogo deputato per la "chiacchierata" (quasi in una sorta di flash back illuminante!), l'Aula Magna "Guido Bossi" dell'Università Politecnica delle Marche, in occasione della recentissima inaugurazione dell'Anno Accademico 2003/2004.

Dunque Luciana, siamo già in campagna elettorale oppure è un "ritorno" alle vecchie passioni?
"E' indubbio che la scuola, come l'istruzione, la formazione e la ricerca sono i miei vecchi amori. D'altro canto per chi, come me, ha sì voluto rinunciare alla carriera di docente universitario, ma nonostante tutto ha sulle spalle oltre 35 anni di esperienza in questo campo, non potrebbe essere altrimenti".
Nonno repubblicano, papà repubblicano, zio repubblicano medaglia d'oro della Resistenza. Oronzo Reale era di casa. È cresciuta nei circoli: cooperazione, mutuo soccorso, fratellanza repubblicana. Scriveva di psicologia sulla rivista di Spadolini, Nuova Antologia; già preside di scuola media nella nostra regione (da un anno in pensione), Luciana, classe 1946 , laurea in Filosofia, Pedagogia e Psicologia con specializzazione in Psicologia clinica, le domande le attende con il fare di una leonessa che protegge i suoi cuccioli, e se qualcosa o qualcuno li minaccia lei ruggisce… e non solo: "L'operato del ministro Moratti? (tanto per rimanere in tema di istruzione - ndr); non è tanto una riforma, quanto una controriforma: niente a che vedere con quella organica e completa messa in atto da Berlinguer. La vedo come un passo indietro, neanche piccolo, siamo ritornati al 1962; insomma una riforma confusa, una riforma classista, una riforma da tre meno meno meno (come se fossimo a scuola - ndr): meno soldi, in quanto si è passati da 8 miliardi a 90 milioni di euro; meno ore, con un miscuglio poco omogeneo tra materie curricolari e materie facoltative; meno, conseguentemente, qualità dell'istruzione".
Il progetto di Romano Prodi, la lista unitaria; il cosiddetto triciclo mette forse i Repubblicani europei al posto della ruota di scorta?
Luciana sorride e commenta: "Tre ruote da sole non vanno da nessuna parte! Triciclo può andar bene, ma noi possiamo a pieno titolo aspirare al ruolo di telaio o anche di manubrio! Anche perché sono convinta che il nostro contributo potrà essere forte, sia culturalmente che moralmente. Il nostro background è un patrimonio di valori, un arricchimento delle radici di identità, è libera progettualità, è creatività riformatrice, è cultura laica e libertaria. Noi che abbiamo accettato subito l'appello di Romano Prodi, siamo intenzionati a dare sempre più corpo e anima a quella che è l'aspirazione fondamentale del nostro impegno: uniti per unire".
Sono piccoli, ma saldi nelle loro convinzioni i Repubblicani europei; nella passione politica, nella generosità attiva di chi intende concorrere a tutte le battaglie per la giustizia e la libertà, per i diritti civili, per la moralità, per la democrazia senza aggettivi, per una società migliore, che, in un rinnovato umanesimo, riscopra finalmente gli autentici valori della solidarietà non parolaia, fatta di cooperazione.
A proposito di "parole", come vive il mondo della politica il detto "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare"?
"Il mondo politico, l'ho toccato con mano, troppo spesso promette e non mantiene: è sintomatico il contratto dell'attuale Governo, stipulato con gli elettori e assolutamente lontano dall'essere onorato. Tra l'altro mi sembra quanto mai inopportuno che il presidente del Consiglio inciti i cittadini a non pagare le tasse…"
…mi sembra però che sottolineasse l'ingiustizia di dover pagare allo Stato oltre il 50%...
"E se ne accorgano ora! In ogni caso è sbagliato l'approccio: anche io sono contro iniquità fiscale, ma non per questo mi permetto di dire non pagate le tasse!"
È tutta qui la differenza per Luciana Sbarbati: il centro destra piano piano sta cercando di distruggere lo stato sociale con le storture del liberismo senza regole; il centro sinistra intelligente invece vorrebbe riequilibrare lo stato sociale partendo da una analisi seria della soglia dei bisogni reali.
"Come vedi, il centro sinistra non combatte solo battaglie pauperistiche!"
In questo clima di troppo frequente intolleranza in campo politico, essere donna aiuta?
"Neanche un po', se te ne stai buona e zitta ti mettono i piedi sopra; se cerchi di metterti sullo stesso piano devi urlare e snaturarti. Resta il fatto che per una donna in politica occorre tanto, tantissimo coraggio. Una grande capacità di soffrire, una famiglia che ti voglia un mare di bene, perché anche su di essa si riversano le difficoltà della vita politica. Occorre poi tanta energia morale e fisica".
Voci di corridoio dicono che tra Lerner e Santoro (alla kermesse dei Dd) tu hai suggerito la presenza di una donna e ti hanno ascoltato. Dunque le donne contano in politica?
"E' vero! Ma il nocciolo del problema sta nel fatto che non basta solo mettere più donne nelle liste, occorre farle eleggere. Sono sempre stata contro le quote, ma se questo meccanismo consentirà di avere più donne in politica… ben venga! È ora che la politica si renda conto della genialità e della capacità del mondo femminile".
Tutti predicano uguaglianza e cosmopolitismo: ma siamo pronti?
"Certo che no, perché la velocità dello sviluppo economico non corrisponde alla velocità della politica. Le grandi migrazioni hanno portato una marea di problemi in campo sanitario, sociale, lavorativo. Campanilismi e nazionalismi hanno contribuito in maniera notevole a sfuggire il problema: oggi l'Europa, la nuova potenza civile, come mi piace definirla, ha il compito di fare di più, per il rispetto, per la civile convivenza di religioni e culto, per la solidarietà….Ma attenzione, dobbiamo prepararci: perché chi ha fame prima o poi gli steccati li abbatte! Ecco che l'Europa dovrà anche occuparsi della questione del secolo, la diversità tra nord e sud, tra occidente e terzo e quarto mondo…"
Ma non finisce qui, vero Luciana?
"E' vero, continua a scioccarmi l'aberrante prassi delle multinazionali, padrone dei brevetti per la vita di esseri umani...".
Insomma occorre recuperare il senso vero della politica. E alla vigilia dell'8 marzo…
"…è ottima l'occasione per lanciare un appello alle donne: siamo la maggioranza elettorale, siamo forti, siamo intelligenti, facciamola finita con il non voto delle donne alle donne. Io questo fatto lo interpreto come una estrema insicurezza della donna in se stessa e in chi dovrebbe rappresentarla al meglio".
Per concludere Luciana, i Repubblicani europeei si candidano al ruolo…
"…saremo ciò che sempre siamo stati: la coscienza critica di un centro sinistra che ritrova l'anima nella consapevolezza che la diversità è ricchezza, ma solo se si è capaci di governarla con una leadership riconosciuta e autorevole".

 

 

 

 

 
Home
Biografia
Agenda
Interventi
Newsroom
Attività in Europa
Attività in Italia
Documenti
Pubblicazioni
Link utili
Contatti