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Prima
Conferenza Italiani nel Mondo:
Nomina
dell'On Sbarbati
LOn.
Sbarbati è stata nominata dal Presidente
della Camera Luciano Violante membro del
comitato bicamerale per la prima conferenza
degli italiani nel mondo, comitato composto
da 5 deputati e 5 senatori.
Lincarico/missione prevede alcuni
viaggi in America, Australia, Africa, ecc.
durante i quali i parlamentari e senatori
membri del comitato incontreranno le comunità
italiane residenti.
Lo scorso mese di novembre si è tenuta
la prima conferenza dei parlamentari d'origine
italiana nel mondo. La manifestazione, alla
quale hanno preso parte circa 200 parlamentari
rappresentanti di quasi tutte le nazioni,
si è conclusa con l'approvazione
di una risoluzione che istituzionalizza
il rapporto creatosi volgendolo, sulla base
delle comuni radici, al miglioramento dei
rapporti interparlamentari ed alla promozione
nel mondo dei valori umani di cui la cultura
italiana è permeata.
Nel documento si auspicano, infatti, incontri
periodici affinché le comuni radici
culturali trovino riflesso in una serie
di valori e principi da applicare poi nella
soluzione dei problemi delle società
dei rispettivi Paesi. Tra questi: la solidarietà,
l'umanesimo, il dialogo, l'integrazione
con altre culture.
Foto
Il
21 novembre lOn Sbarbati è
intervenuta alla Camera dei Deputati:
Signor Presidente, lontano da ogni
retorica celebrativa o da malinconiche nostalgie,
questa iniziativa, per la quale voglio ringraziare
i Presidenti del Senato e della Camera,
nonché il Ministero degli affari
esteri ed il nostro Presidente della Repubblica,
ci vede e vi vede protagonisti di un incontro
storico. Rientra nell'obiettivo di interscambio
politico, economico e culturale tra il nostro
paese e le comunità italiane all'estero
al fine di migliorare la reciproca conoscenza
consolidare vincoli che mai si sono allentati
e che hanno continuato a vivere non solo
nei ricordi e nel cuore, ma nella testimonianza
concreta del vostro e del nostro impegno.
Finalmente, grazie ad una battaglia lunga
e complessa, per la quale voglio ringraziare
il Parlamento ma, in particolare, il collega
Tremaglia e ricordare l'impegno del compianto
senatore Giovanni Spadolini, gli italiani
all'estero che hanno conservato la cittadinanza
cominceranno, nel 2001, ad esercitare attivamente
i loro diritti elettorali. Una nuova forza,
un nuovo protagonismo civile, culturale
e politico vi consentirà di condividere
con la madre patria le scelte di un futuro
sempre più difficile, ma sempre più
coinvolgente, in cui sarà perfettamente
inutile erigere steccati: la globalizzazione
non lo può consentire.
La nuova
soggettività degli italiani all'estero,
auspicata dalla seconda conferenza nazionale
dell'emigrazione, potrà affermarsi
e consolidarsi nella sua originalità
e autonomia, costruire nuove relazioni,
contribuire ed estendere una moderna comprensione
dei nuovi diritti di cittadinanza che oggi
coinvolgono tutti i popoli per i massicci
fenomeni migratori. Lo slogan "meno
emigrazione e più integrazione"
deve tradursi in uno sforzo complessivo
dei nostri centri di cultura all'estero,
delle associazioni, dei sindacati, degli
imprenditori, dei Parlamenti per la costruzione
di un sentimento di appartenenza aperto
che non viva solo dell'orgoglio delle proprie
radici, ma sia una spinta alla costruzione
di legami culturali, commerciali, linguistici
nel nuovo partenariato che consenta di esprimere,
non solo attraverso il made in Italy, un
nuovo modo di essere, di operare, di amare
e di vivere degli italiani cittadini del
mondo.
La riforma costituzionale che abbiamo approvato
e che ha istituito la circoscrizione Estero
per le elezione della Camera dei deputati
e del Senato della Repubblica è il
riconoscimento giuridico e culturale ad
una soggettività che troverà
finalmente la sua libera espressione civile
che sicuramente rafforzerà il sentimento
di appartenenza e, a sua volta, mi auguro,
sosterrà anche quello della comune
responsabilità. L'Italia è
oggi un forte paese di immigrazione con
affluenza continua e spesso clandestina
che crea notevoli problemi pur in una società
la cui cultura dell'accoglienza ha radici
profonde. Ci sono problemi sociali, sanitari,
di ordine pubblico e stanno nascendo anche
veri e propri conflitti religiosi. Noi siamo
la porta d'oriente ed il ponte sul Mediterraneo,
non possiamo riuscire da soli a sostenere
un urto che è epocale. Occorrono
pertanto politiche integrate e occorre che
la Comunità europea si faccia carico
anche della situazione italiana, che è
molto difficile e dei problemi dell'emigrazione
attrezzandosi per risolverli. Per questo,
ad esempio, dallo studio della vostra integrazione,
obiettivo che si pone una recente proposta
dell'onorevole Federico Orlando che ha raccolto
il mio consenso e quello di moltissimi parlamentari
per l'istituzione di un Museo nazionale
dell'emigrazione nel Molise, si potrà
arrivare a meglio comprendere e affrontare
i problemi difficili dell'integrazione di
altre razze e culture nel nostro paese e
prevedere le tendenze del lungo periodo.
Non dobbiamo perdere la memoria perché
solo l'ancoraggio alle nostre radici, alla
memoria ci consente di affrontare le difficoltà
del futuro e ci può aiutare a costruire
una società più giusta, di
uguali, che sappia accettare e valorizzare
le diverse identità, etnie, culture,
come grandi opportunità. Auspico
pertanto che questa Conferenza possa divenire
stabile, punto di incontro annuale, momento
di lavoro comune per tracciare un nuovo
percorso di partecipazione e di solidarietà
internazionale tra i nostri paesi e gli
italiani nel mondo. Buona permanenza in
Italia. Grazie.
Per celebrare degnamente questa conferenza,
il Presidente della Repubblica ha promulgato
la legge per il ripristino della festa del
2 giugno presentata dall'on. Sbarbati.
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