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Intervento cultura
SEDUTA DEL 5 settembre 2002

Sbarbati (ELDR), relatore. - Signora Presidente, mi congratulo anch'io con la relatrice per questa ottima relazione. Vorrei però fare alcune precisazioni: siamo certamente nello spirito di Feira, ma ho sentito parlare qui, anche da una collega del mio stesso gruppo, di analfabetismo.

Desidererei richiamare l'attenzione proprio su questo: c'è un analfabetismo di ritorno preoccupante, che investe una larga base della nostra popolazione europea, rispetto alle nuove tecnologie e rispetto ai nuovi linguaggi. Il Commissario diceva: "vivere nella nostra società".

Certo, vivere significa interagire, ma vivere significa anche soprattutto comunicare, perché esiste, oggi, chi comunica; chi comunica deve prima sapere, poi deve poter comunicare, quindi possedere gli elementi della comunicazione, i linguaggi. Su questo noi dobbiamo incidere, su questo dobbiamo lavorare.

Un conto è la formazione, un conto è l'istruzione. Se noi pensiamo che l'istruzione debba essere un'istruzione di qualità, dobbiamo agire perché ci sia una base uniforme e siano rivisti tutti i sistemi di istruzione europei. Sulla formazione, poi, i singoli Stati devono potenziare questi patti nazionali per la formazione, agendo in partenariato con le comunità locali, con le aziende, con le imprese e con tutti coloro che investono nella formazione dei giovani e dei meno giovani.

Formazione lungo tutto l'arco della vita: certamente, ma io dico che se non c'è una preparazione precisa, un addestramento preciso all'apprendimento, che avviene nell'età in cui deve avvenire, cioè nell'età scolare, non siamo più in grado di incidere sulle persone adulte che non sono più disponibili ad apprendere. C'è dunque tutta una strategia per la quale vanno potenziate l'istruzione primaria e l'istruzione secondaria, dopo di che possiamo intervenire sull'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

Desidero concludere osservando che i nostri paesi spendono meno del 5 per cento del PIL per l'istruzione e la formazione.

Probabilmente occorre che la Commissione incida e attui un'apertura per uno spazio politico culturale comune perché l'Europa della conoscenza, l'Europa della cultura, l'Europa dei valori non può nascere che se noi investiamo diversamente e di più nella formazione ...

 

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