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Per la modifica dell'articolo 3 dello statuto del mediatore
SEDUTA DI VENERDI' 15 DICEMBRE 2000

Sintesi

Quale relatore per parere a nome della commissione per le petizioni, Luciana SBARBATI (ELDR, I) è intervenuta sulla relazione elaborata da Teresa Almeida Garrett per la modifica dell'articolo 3 dello statuto del mediatore. L'oratrice ha affermato che, secondo la commissione parlamentare, l'emendamento alla relazione conteneva un aspetto eccessivo: esso riguardava l'obbligo di testimoniare anche per i membri delle istituzioni comunitarie. L'oratrice ha quindi ribadito la necessità di equilibrio tra amministrazione e responsabilità politica, pur garantendo la trasparenza e la prossimità con i cittadini. Inoltre, in futuro si potrà procedere a ulteriori revisioni che si rivelassero opportune.

Integrale

Sbarbati (ELDR), relatore per parere della commissione per le petizioni.
- Signor Presidente, desidero innanzitutto esprimere le mie felicitazioni al Mediatore per l'attività che ha svolto con estrema competenza e anche e soprattutto in difesa dei diritti di tutti i cittadini dell'Unione. Un ringraziamento particolare va alla collega Almeida Garrett, che ha saputo con grande abilità costruire la sua posizione, ed è riuscita anche in una mediazione intelligente.

Come sempre, la società avanza e le leggi seguono il progresso, anche veloce, della società, e quindi c'è una lentezza della legge nei confronti dei costumi. Ritengo quindi giusto che il Mediatore abbia proposto una modifica dell'articolo 3 del suo statuto, che è datato agli anni '90.

Ho ritenuto però, assieme ad altri in seno alla commissione per le petizioni, che ci fosse un qualche cosa di eccessivo nella richiesta espressa di modificare l'articolo 3, che riguardava in particolare l'obbligo a testimoniare anche per i membri delle Istituzioni comunitarie. Questo perché c'è una difficoltà e una divergenza, anche giuridica, per quanto riguarda il controllo delle prassi amministrative e il controllo degli atti politici dei membri delle Istituzioni.

Occorreva quindi mantenere un maggiore equilibrio, anche se non c'era alcuna volontà di frenare quella che poteva essere un'attività ispettiva di indagine, per la chiarezza e soprattutto in difesa della prossimità e della trasparenza che sono pilastri fondamentali che sono contenuti nei Trattati dell'Unione.

Ritengo che la soluzione adottata, con una revisione parziale alla quale ha contribuito anche il Mediatore con la sua ultima lettera, in cui accetta le posizioni della relatrice Garrett e della signora Commissario, sia la cosa migliore e che in futuro si possa procedere adeguatamente, rispettando la normativa comunitaria, anche a una revisione più sistematica e più giuridica dello stesso statuto, sempre in funzione di quel principio di prossimità e di trasparenza che deve regolare - ed è auspicabile che si mantenga - la vicinanza dei cittadini europei alle Istituzioni comunitarie.

 

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