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INTERVENTI IN PLENARIA
Reti
transeuropee
(relazione annuale 1998)
SEDUTA
DI MERCOLEDI' 3 MAGGIO 2000
Sbarbati (ELDR),
relatore per parere della commissione per
i bilanci. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il gruppo ELDR è
favorevole alla relazione dell' onorevole
Hatzidakis. La politica comunitaria nel
settore delle reti transeuropee è
molto importante perché non è
dato avere una politica comune dei trasporti
senza una politica convergente per le infrastrutture,
come si evidenzia dal Trattato di Maastricht.
Efficaci infrastrutture di trasporto sono
essenziali per la crescita economica e per
l' occupazione, come pure per la competitività
delle imprese legate alla mobilità
di uomini, merci e mezzi.
L' Europa, per le parole espresse oggi,
è soprattutto quell' Europa politica
per la quale noi lavoriamo, ma è
anche frutto di coesione economica e sociale.
E' vero che le risorse di bilancio dell'
Unione europea non sono sufficienti per
questo e che occorre aumentarle; è
vero anche che occorre aumentare il contributo
proveniente dagli enti pubblici ma anche
dalle partnership pubblico/privato. A tal
proposito il mio gruppo ha evidenziato alla
Commissione che la relazione non contiene
informazioni sulle fonti di finanziamento
esterne al bilancio comunitario e alla Banca
europea degli investimenti, come ha anche
evidenziato la preoccupazione che ben sette
dei progetti di Essen non abbiano avuto
certezza di realizzazione nei tempi previsti.
Diciamo anche noi sì
al Brennero e diciamo anche noi sì
all' utilizzo delle nuove tecnologie. Gli
Stati membri debbono però rispettare
gli impegni presi e anche la Commissione
deve tener conto degli orientamenti stabiliti
per la linea di bilancio B5-700 - linea
di bilancio importante stabilita nel 1998
- promovendo anche dei modelli che siano
meno dannosi per l' ambiente e, soprattutto,
considerando gli interessi di realtà
in cui una linea transeuropea attraversi
zone ad alta densità di popolazione
o regioni che sono fortemente industrializzate.
Per questo motivo noi diciamo anche che
non si deve superare il 50 percento degli
stanziamenti che sono stati stabiliti per
questi progetti e che, dopo un' eventuale
ricognizione, le somme che sono ancora a
disposizione per progetti che non sono stati
portati avanti possono essere recuperate
per altri progetti che abbiano queste priorità,
relativamente anche al rispetto dell' ambiente.
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