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INTERVENTI IN PLENARIA
Situazione
in Medio Oriente
SEDUTA
DI MARTEDI' 5 SETTEMBRE 2000
Sbarbati
(ELDR), relatore - Signor Presidente,
saluto il Presidente della Knesset - che
ho conosciuto in un recentissimo viaggio
effettuato in Israele - e i rappresentanti
del Consiglio legislativo palestinese.
In tutti noi vive un sentimento di profondo
dispiacere per quello che è stato
un parziale fallimento del negoziato di
Camp David, per il quale ringraziamo comunque
anche il Presidente Clinton e la signora
Albright, che vi hanno profuso tutti i loro
sforzi e la loro intelligenza.
Riteniamo comunque - e concordiamo qui con
la relazione - che questo accordo di pace
in via di proseguimento abbia ottenuto una
possibilità in più rispetto
al passato, che sussistano spazi percorribili.
Riteniamo che tutto quello che si può
e si potrà fare debba essere fatto
e perseguito anche nell'ottica della pari
opportunità: il popolo palestinese
ha diritto all'autodeterminazione, senza
ledere i diritti dello Stato di Israele.
Vi è una questione supplementare,
signor Presidente, sulla quale tutti noi
dovremo riflettere, e che riguarda la città
di Gerusalemme, che è uno dei nodi
più spinosi della vicenda. Dovremo
cercare di tutelare il carattere religioso,
culturale e universale di questa città
santa, che non deve essere, appunto, mercanteggiata
né tirata da una parte o dall'altra.
Qualcuno l'ha proposta quale capitale dei
due Stati. Ben venga!
Desidero anche aggiungere una considerazione
personale e politica: l'Europa deve fare
uno sforzo in più, un passo in più
per avere e svolgere un ruolo politico e
non solo economico. Non possiamo pensare
soltanto alle questioni economiche, a quelle
idriche, all'acqua, alla sovranità
sul Lago di Tiberiade, e via dicendo. Dobbiamo
pensare anche alla nostra responsabilità
politica di fronte alla storia: non vi è
solo la responsabilità dei Capi di
Stato di Israele e della Palestina, anche
l'Unione europea ha una sua responsabilità.
Quest'Europa deve diventare un soggetto
politico, negoziando anche questa pace e
facendo tutto il possibile perché
nel Mediterraneo la pace possa regnare.
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