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INTERROGAZIONE SCRITTA P-1825/04

di Luciana Sbarbati (ALDE) alla Commissione

Oggetto: Riforma OCM Zucchero

L'Europa, secondo quanto stabilito a Lisbona, si era posta l'obiettivo di diventare "un'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale", attraverso la modernizzazione del modello sociale europeo e il mantenimento di un contesto economico sano, con prospettive di crescita favorevoli, che fosse il risultato di politiche macroeconomiche capaci di realizzare la piena occupazione, e la coesione regionale.

Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha presentato la sua proposta di riforma del settore OCM Zucchero, nell'intento di "Realizzare un modello agricolo sostenibile per l'Europa" che, almeno in Italia, non produrrebbe né una crescita economica né la creazione di posti di lavoro, anzi determinerebbe la scomparsa della filiera bieticolo-saccarifera.

Questo settore in Italia coinvolge complessivamente 52.000 lavoratori delle aziende agricole, 7.000 lavoratori (inclusi gli stagionali) negli stabilimenti di trasformazione, un indotto valutabile in circa 18.000 unità (con un totale occupazionale di circa 77.000 unità).

La riforma proposta dalla Commissione, se applicata, in Spagna, Portogallo, Polonia e Italia, avrebbe un impatto sociale devastante in un settore già duramente toccato da profondi processi di ristrutturazione.

La proposta della Commissione prevede: l'anticipazione della nuova OCM al 2005; per l'unificazione delle quote A e B, una diminuzione a livello UE di 1,8 mt, e nel 2008, una riduzione di 2,8 mt; la riduzione del prezzo di intervento, con parziale compensazione ai produttori con aiuto disaccoppiato al 60% per i primi due anni, la possibilità di trasferire le quote di zucchero tra i diversi stati membri, qualora si riscontrino condizioni di scarsa competitività, ecc. Ciò premesso, potrebbe la Commissione spiegare perché:

- non ritiene di mantenere la data dell'OCM zucchero in linea con tutte le OCM?
- ha eliminato le quote nazionali e non applica riduzioni più contenute del prezzo d'intervento dello zucchero e della barbabietola?
- non interviene con la compensazione totale della riduzione dei prezzi di intervento attraverso aiuti accoppiati all'azienda agricola?

RISPOSTA
Risposta data dal signor Fischler a nome della Commissione
(21 settembre 2004)

La Commissione riconosce che, alla luce del nuovo orientamento conferito alla politica agricola comune (PAC) dalla riforma del 2003 e delle prospettive di mercato per il settore, urge una riforma significativa del settore dello zucchero nella Comunità. Per quanto riguarda il particolare calendario proposto per la riforma la Commissione, tenendo conto delle specificità del mercato dello zucchero nell'UE e della necessità di offrire all'industria una tabella di marcia realistica per il necessario adeguamento alle nuove condizioni economiche, ha previsto una riduzione di prezzo da realizzarsi in due tappe su un arco di tre anni, accompagnata da un regime di conversione degli stabilimenti scaglionato su cinque anni. Tuttavia, date le incertezze connesse all'esito dell'attuale round di negoziati di Doha dell'Organizzazione mondiale del commercio e considerati gli effetti reali dell'accordo "Tutto fuorché le armi" (Everything But Arms - EBA), è stato previsto per il 2008 un riesame dei livelli dei prezzi e delle quote proposti dalla riforma.

Per quanto riguarda i livelli di produzione nell'UE, la proposta della Commissione non si traduce in un'eliminazione delle quote, ma introduce tre modifiche fondamentali nel relativo regime. In primo luogo, al fine di allineare la produzione con il consumo interno, compensare il previsto aumento delle importazioni in conseguenza dell'accordo EBA e ridurre il livello delle esportazioni UE beneficiarie di sovvenzioni, la quota totale UE sarà progressivamente ridotta. In secondo luogo, al fine di semplificare il regime saranno raggruppate le quote di produzione A e B. In terzo luogo, sarà consentita la trasferibilità di quantitativi della quota fra Stati membri al fine di consentire il trasferimento della produzione di zucchero dalle regioni produttrici meno competitive a quelle più competitive.

Considerando che il prezzo d'intervento UE è attualmente il triplo del prezzo del mercato mondiale, la Commissione ritiene che la proposta riduzione del 33% sia necessaria ad allineare maggiormente i prezzi del mercato UE con le tendenze del mercato mondiale. Una tale riduzione migliorerà la competitività del settore dello zucchero nell'UE e, considerato il previsto aumento delle importazioni EBA, offrirà al settore nel suo insieme un futuro più sostenibile. Se venissero apportate riduzioni più modeste ai prezzi di sostegno il mercato UE eserciterebbe comunque un richiamo eccessivo sui concorrenti esteri e ne risulterebbe così compromessa la redditività del settore in futuro. Inoltre, dato il grado di incertezza riscontrabile a livello internazionale, nel 2008 potrebbe rivelarsi necessario un ulteriore riesame del livello dei prezzi.

Le proposte riduzioni di prezzo si tradurranno in una significativa perdita di reddito per i produttori di barbabietola da zucchero. Le dotazioni nazionali proposte per il pagamento diretto agli agricoltori rappresentano il 60% della perdita di reddito stimata. L'esperienza passata della riforma PAC 1992 ha dimostrato che la caduta reale dei prezzi è stata inferiore al previsto e non ha pertanto giustificato una compensazione pari al 100%. Pertanto, a partire dalla riforma dell'Agenda 2000 in poi, nei settori riformati sono state concesse soltanto compensazioni parziali.

 

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