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INTERROGAZIONI
INTERROGAZIONE
SCRITTA P-0376/04
di
Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
(2 febbraio 2004)
Oggetto: Crisi del
settore siderurgico a Terni.
Premesso che:
- gli
obiettivi strategici fissati dal Consiglio
europeo a Lisbona nel marzo 2000 auspicavano
entro il 2010 l'economia della conoscenza
più competitiva e dinamica del mondo,
capace di una crescita economica sostenibile
accompagnata da un miglioramento quantitativo
e qualitativo dell'occupazione e da una
maggiore coesione sociale;
- il Libro verde (2001) della Commissione
sulla responsabilità sociale delle
imprese ha confermato l'interesse dell'Europa
in questo campo;
- nella comunicazione del 2002, la Commissione
ha adottato una strategia volta a creare
una partnership per lo sviluppo di un quadro
europeo mirato alla promozione della responsabilità
sociale delle imprese che tuteli l'occupazione
attraverso il rafforzamento della competitività,
della coesione sociale e della protezione
dell'ambiente;
- la Commissione ha ribadito inoltre che
la CSR è uno strumento che può
contribuire al raggiungimento degli obiettivi
delle politiche dell'Unione europea, favorire
lo sviluppo e migliorare la governance globale
integrando gli attuali strumenti politici
quali la legislazione e il dialogo sociale;
- che la società Thyssen Krupp, proprietaria
dell'Ast di Terni si era impegnata a fare
di Terni il polo europeo di eccellenza per
gli acciai magnetici a grano orientato;
- che il sito di Terni è fra quelli
europei a costo per unità di prodotto
più basso,
- che nel sito sono ricaduti ingenti investimenti
pubblici, compresi quelli relativi all'utilizzo
dei Fondi comunitari obiettivo 2 e del FSE
(sviluppo del sistema locale, delle infrastrutture
e per la formazione professionale), dei
quali l'Ast ha potuto direttamente e indirettamente
usufruire.
Può la Commissione spiegare, coerentemente
con quanto esposto in premessa, se intende
intervenire e con quali iniziative per scongiurare
la chiusura del reparto magnetico dell'Ast
di Terni (IT) che comporterà la soppressione
di 900 posti di lavoro nell'area interessata
oltre che ripercussioni negative sul territorio
e se ha una strategia precisa per fronteggiare
l'impatto negativo provocato dalle ristrutturazioni
industriali?
La
lettera di Romano Prodi
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