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  INTERROGAZIONI

INTERROGAZIONE SCRITTA E-1444/03

di Luciana Sbarbati (ELDR), Francesco Rutelli (ELDR), Mariotto Segni (UEN), Graham Watson (ELDR), Enrique Barón Crespo (PSE), Daniel Cohn-Bendit (Verts/ALE), Monica Frassoni (Verts/ALE),Francis Wurtz (GUE/NGL), Teresa Almeida Garrett (PPE-DE), Guido Bodrato (PPE-DE),Luciano Caveri (ELDR), Luigi Cocilovo (PPE-DE), Armando Cossutta (GUE/NGL),Paolo Costa (ELDR), Luigi De Mita (PPE-DE), Giuseppe Di Lello Finuoli (GUE/NGL),Antonio Di Pietro (ELDR), Carlo Fatuzzo (PPE-DE), Fernando Fernández Martín (PPE-DE),Marco Formentini (ELDR), Fiorella Ghilardotti (PSE), Florence Kuntz (EDD), Franco Maríni (PPE-DE), Mario Mastella (PPE-DE), Reinhold Messner (Verts/ALE),Luisa Morgantini (GUE/NGL), Pasqualina Napoletano (PSE), Giorgio Napolitano (PSE),Juan Ojeda Sanz (PPE-DE), Elena Paciotti (PSE), Giuseppe Pisicchio (PPE-DE),Giovanni Pittella (PSE), José Pomés Ruiz (PPE-DE), Giovanni Procacci (ELDR),Giorgio Ruffolo (PSE), Guido Sacconi (PSE), Bruno Trentin (PSE) e Gianni Vattimo (PSE) alla Commissione
(24 aprile 2003)

Oggetto: Libertà e pluralismo nell'informazione.

Richiamato

- che la libertà di informazione, essenziale per garantire il principio democratico su cui si fonda l'Unione Europea (art.6, par.1 TUE) deve essere oggetto, anche in vista dell'allargamento, di una definizione di un quadro di garanzie giuridiche che tuteli tutti i cittadini europei e che limiti la costituzione di monopoli di diritto o di fatto;

- che la natura specifica del mercato dell'informazione giustifica una tutela particolare tanto nel quadro dei negoziati internazionali (Doha), quanto nel diritto interno dell'Unione, "non solo usando indicatori economici, ma anche in relazione al rispetto dei diritti fondamentali" (punto 58 Risoluzione del Parlamento europeo del 15.1.2003);

- la necessità di garantire il rispetto del pluralismo e della correttezza dell'informazione da parte dei media, in particolare se titolari di un ruolo di servizio pubblico;

- l'urgenza di risolvere le situazioni denunciate dalla risoluzione del PE del 15.1.2003;

- il fatto che tale denuncia sia sostenuta dal Consiglio d'Europa che ritiene che in Italia "... the potential conflict of interest (...) is a threath to media pluralism and unless clear safeguards are in place sets a poor example for young democracies" (punto 12 della Raccomandazione 1589 del 28.1.2003);

- Considerato che la procedura prevista dall'art. 7 primo comma del Trattato UE, entrato in vigore il 1o febbraio 2003, riguarda anche la protezione del diritto fondamentale all'informazione tutelato dall'art. 6 del Trattato UE,

Chiede alla Commissione:

1 Entro quando intende presentare una Comunicazione sullo stato del pluralismo dei media nell'UE e la Direttiva per la sua salvaguardia, come richiesto dalla Risoluzione PE del 20.11.2002;

2 Entro quando intende sottoporre alla Convenzione europea, come richiesto dalla Risoluzione PE del 20.11.2002, una proposta di base giuridica per tutelare, nella nuova Costituzione, il principio del pluralismo e della libertà dei mezzi di informazione.

 

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