| INTERROGAZIONI
INTERROGAZIONE
SCRITTA P-3393/02
di
Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
(19 Novembre 2002)
Oggetto: Accise
sul vino.
La proposta
della Commissione di tassare le bevande
alcoliche (che colpirebbe soprattutto il
vino) con una "armonizzazione verso
l'alto", rischia di aumentare l'inflazione
e di diminuire i consumi. Estendendo indubbiamente
il fenomeno delle frodi e riducendo la competitività
del mercato, avrà un impatto imprevedibile
sull'allargamento. La proposta, che non
tiene conto del livello di vita nei paesi
candidati all'adesione, renderà più
difficile la penetrazione di quei mercati
da parte dei produttori UE e avrà
conseguenze negative sulle produzioni locali.
Le stesse organizzazioni di categoria ritengono
sbagliata e pericolosa questa ipotesi perché
graverebbe sull'intero comparto che, in
Italia, conta 314 DOC e 24 DO.CG, pari a
729 mila ettari di vigneto e una produzione
nazionale di oltre 50 milioni di ettolitri.
La proposta non tiene conto della polverizzazione
sul territorio della filiera vitivinicola
- microaziende di 4/5 ettari di media -
che svolgono un ruolo socioeconomico ed
ambientale importante.
A differenza dell'IVA, l'accisa dovrebbe
affrontare i costi esterni dovuti al consumo
di un prodotto e non divenire tassa complementare,
come le imposte di fabbricazione dovrebbero
gravare sui prodotti industriali e non colpire
il prodotto naturale.
Potrebbe
la Commissione spiegare se:
- la
proposta risponda ai requisiti di conformità
giuridico economici;
- la proposta contrasti con la nuova OCM
vino che sottolinea l'esigenza di riconvertire
i vigneti al fine di favorire le produzioni
con sbocchi sul mercato piuttosto che l'abbandono
delle superfici;
- sia stato valutato l'impatto negativo
che l'applicazione dell'accisa (valore fisso)
avrebbe sul prodotto medio e quindi sui
consumatori?
RISPOSTA
Risposta data dal
sig. Bolkestein a nome della Commissione
(06
Gennaio 2003)
La direttiva
del Consiglio 92/84/CEE, del 19 ottobre
1992, prevede il ravvicinamento delle aliquote
di accisa sull'alcol e sulle bevande alcoliche.
Tale direttiva dispone che le aliquote di
accisa stabilite dalla stessa vadano riesaminate
periodicamente dal Consiglio. Il riesame
deve basarsi su una relazione della Commissione.
I servizi della Commissione stanno predisponendo
tale revisione.L'11 settembre 2002 la Commissione
ha tenuto un dibattito globale circa gli
orientamenti relativi al regime dell'UE
di tassazione dell'alcol. Non è stata
ancora presa una decisione definitiva sulla
posizione della Commissione in tale materia.
Come previsto dall'articolo 8 della direttiva
92/84/CEE saranno presi in considerazione
gli obiettivi del trattato in generale.
Per quanto riguarda l'armonizzazione fiscale
a livello europeo la Commissione ritiene
che tale armonizzazione richieda un impegno
accresciuto sia da parte degli Stati che
applicano accise elevate che da parte di
quelli che le tengono basse.
D'altro canto non c'è collegamento
tra l'allegato I al trattato CE (cui si
riferisce l'articolo 32, che definisce i
prodotti soggetti agli articoli da 33 a
38 del trattato) e la questione se il prodotto
sia o meno soggetto ad accisa.
L'Italia applica un'accisa di aliquota zero
sia ai vini tranquilli che a quelli spumanti.
Tale normativa è in linea con l'attuale
acquis comunitario.
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