| INTERROGAZIONI
INTERROGAZIONE
SCRITTA P-3349/01
di
Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
Oggetto: Enduring
freedom.
La guerra contro l'Afganistan,
condotta dagli USA e dalla grande alleanza
di Stati contro il terrorismo, come reazione
all'atto criminale dello scorso 11 settembre
a New York e a Washington, sembra aver raggiunto
obiettivi significativi.
Importanti
organi di stampa danno in questi giorni
per imminente e ineluttabile un attacco
militare USA contro l'Iraq, paese già
duramente provato dall'embargo e dal precedente
conflitto, in cui muiono ogni giorno migliaia
di bambini per l'assenza di cibo e medicinali.
La nostra
ferma condanna per qualsiasi forma di terrorismo
è unita alla consapevolezza che occorre
andare fino in fondo in questa battaglia
per tagliare le radici al fanatismo cieco
e barbaro.
La sola
risposta militare non è peró
suffiente senza un'azione di diplomazia
e di intelligence. Si chiede al Consiglio:
- di
far conoscere quali azioni concrete intende
intraprendere per impedire l'allargamento
del conflitto all'Iraq e quali contromisure
intende adottare per impedire che la lotta
al terrorismo abbia come uniche vittime
popolazioni inermi;
- se non ritiene di
doversi adoperare con una forte e coraggiosa
azione diplomatica perchè anche per
l'Iraq, individuando adeguate contropartite
nel quadro della lotta contro il terrorismo,
possa essere ritirato l'embargo cosí
come è avvenuto per il Pakistan e
per l'India.
RISPOSTA
Risposta a nome della
Commissione
(18
marzo 2002)
Il Consiglio
europeo di Gand ha confermato il sostegno
dellUnione europea alle operazioni
militari in Afghanistan che hanno preso
inizio il 7 ottobre 2001 e che sono legittime
ai sensi della Carta delle Nazioni Unite
e della risoluzione 1368 del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite. A tuttoggi
non esistono prove di un collegamento diretto
tra gli attacchi dell11 settembre
e le autorità irachene.
Il Consiglio europeo di Laeken del 14 e
15 dicembre 2001 ha confermato limpegno
dellUnione europea a partecipare agli
sforzi della comunità internazionale
al fine di restaurare la stabilità
in Afghanistan in base ai risultati della
conferenza di Bonn e delle pertinenti risoluzioni
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite. Riguardo alla situazione delle popolazioni
civili il Consiglio europeo ha anche confermato
che, considerata l'urgenza dei bisogni del
popolo afghano, l'aiuto umanitario continua
ad essere una priorità assoluta.
LUE e gli Stati membri renderanno
disponibile, insieme ad altri donatori,
tutti gli aiuti umanitari necessari per
far fronte alle necessità del popolo
afgano e dei rifugiati afgani. LUE
aiuterà altresì il popolo
afgano e i suoi nuovi responsabili a ricostruire
il paese e incoraggerà un ripristino
della democrazia il più rapido possibile.
Per quanto concerne le sanzioni nei confronti
dellIraq, lUE ribadisce il suo
impegno a favore della piena attuazione
di tutte le risoluzioni del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite sullIraq.
In particolare lUE chiede lattuazione
di tutte le disposizioni delle risoluzioni
687 e 1284, che specificano gli obblighi
dellIraq in vari settori, incluso
per quanto riguarda le armi di distruzione
di massa, e le modalità per la sospensione
e la revoca dei divieti imposti da tale
Consiglio.
È indubbio che la chiave per ottenere
la sospensione e la revoca delle sanzioni
sia nelle mani del governo dellIraq.
LUE deplora che, non rispettando lIraq
i suoi obblighi internazionali, non sussistono
le condizioni perché il Consiglio
di sicurezza possa revocare i divieti imposti
ai sensi della risoluzione 687. LUE
ha esortato lIraq a ottemperare ai
suoi obblighi come previsto nelle pertinenti
risoluzioni del Consiglio di sicurezza.
LUE nutre profonda solidarietà
per la sorte della popolazione irachena
e resta la maggiore fornitrice di aiuti
e assistenza umanitari allIraq. LUE
appoggia con forza le deliberazioni in corso
presso il Consiglio di sicurezza allo scopo
di alleviare la difficile situazione della
popolazione civile irachena.L
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