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INTERROGAZIONE
SCRITTA
di
Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
Oggetto: OGM nella
produzione vitivinicola .
Il vino è una
produzione tipica non solo italiana ma dell'intero
bacino Mediterraneo. L'utilizzo di organismi
geneticamente modificati ne annullerebbe
tutte le caratteristiche fondamentali (tipicità,
tradizione, legame con la cultura e il territorio)
ne penalizzerebbe gusto e aroma e lo renderebbe
meno interessante dal punto di vista commerciale.
Per alcune
regioni questa produzione è da considerarsi
elemento fondamentale della cultura e della
tradizione, non solo gastronomica, ma economico-produttiva,
con forti connotazioni ambientali e paesaggistiche
e ricadute su molte attività dell'ambiente
rurale.
Per citare
un esempio, solo la Toscana, ha una produzione
vitivinicola che rappresenta 5 denominazioni
di origine controllata e garantita (DOCG),
34 denominazioni di origine controllata
(DOC) e 6 indicazioni geografiche tipiche
(IGT), un primato nelle esportazioni e una
produzione annuale di circa 2,8 milioni
di ettolitri.
Per non
parlare della capacità occupazionale
di questo settore o dell'immagine e credibilità
dei marchi (di frequente tramandati di generazione)
non solo nell'UE, che devono essere protetti.
L'utilizzo degli organismi geneticamente
modificati avrebbe ricadute negative oltre
che sui produttori, anche e soprattutto
sui consumatori e sulla loro salute.
Quali
politiche di sostegno e promozione la Commissione
pensa di attivare per garantire l'eccellenza
qualitativa dei prodotti tipici del settore
agroalimentare?
RISPOSTA
Risposta dal sig.
Fischler a nome della Commissione
(17
ottobre 2001)
Nel quadro
del nuovo sistema instaurato dei regolamenti
(CE) n. 2702/1999 del Consiglio, del 14
dicembre 1999, relativo ad azioni di informazione
e di promozione dei prodotti agricoli nei
paesi terzi e (CE) n. 2826/2000 del Consiglio,
del 19 dicembre 2000, relativo ada zioni
di informazione e di promozione dei prodotti
agricoli sul mercato interno, la Comunità
intende avviare una politica globale e coerente
di informazione e di promozione dei prodotti
agricoli e, in subordine, dei prodotti alimentari
sul mercato interno e nei paesi terzi.
Tale politica che completa
e rafforza utilmente le azioni avviate negli
Stati membri è volta segnatamente
a promuovere il prestigio di questi prodotti,
in particolare in termini di qualità,
di tipicità, di aspetti nutrizionali
e di sicurezza dei prodotti stessi e dei
loro modi di produzione.
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