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  INTERROGAZIONI

INTERROGAZIONE SCRITTA

di Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
(27 marzo 2001)

Oggetto: Invecchiamento della popolazione e contromisure comunitarie .

Nel Consiglio europeo di Lisbona del 2000 si è deciso di incaricare un comitato di Alto Livello per preparare uno studio sulla futura evoluzione della protezione sociale in Europa in un'ottica di lungo periodo. Particolare interesse si è dimostrato circa la sostenibilità dei sitemi pensionistici anche oltre il 2020.

Le proiezioni statistiche sull'invecchiamento della popolazione europea annunciano, infatti, che nel 2050, il 28% della popolazione avrà piú di 65 anni contro il 14% attuale. Questa tendenza, unita alla piú lunga aspettativa di vita degli individui, graverà gli Stati membri di un pesante onere economico.

Per far fronte a questo fenomeno si è introdotto il concetto di ruolo attivo degli anziani e si è prospettato anche un differimento nel tempo dell'età pensionabile. Decisione che dovrebbe consentire agli Stati membri di rinviare di qualche anno il problema e garantire nel breve tempo la stabilità dei sitemi previdenziali in attesa di dotarsi di una strategia comune.

Le istituzioni europee, invece, praticano ancora il pensionamento anticipato, decidono di non rinnovare i contratti ai free-lance che abbiano compiuto i 65 anni e nella proposta di modifica della Commissione, si prospetta la possibilità (non la necessità) di modificare l'età pensionabile (60 anni) per i funzionari e il personale comunitario.

Puó la Commissione spiegare il perchè di certe decisioni che fanno discutere sulla credibilità delle Istituzioni europee?

RISPOSTA
Risposta dal Sig. Kinnock a nome della Commissione
(9 luglio 2001)

La Commissione gradirebbe anzitutto sottolineare che è perfettamente consapevole del fenomeno dell'invecchiamento della popolazione. Proprio il successo della politica della Commissione europea in materia di occupazione è di fondamentale importanza per l'evoluzione a lungo termine della previdenza sociale e dei regimi pensionistici. Il Consiglio europeo di Lisbona si è posto un obiettivo ambizioso: sulla base di una crescita economica sostenibile del 3% del loro prodotto interno lordo (PIL), gli Stati membri devono orientarsi verso un tasso medio di occupazione del 70% della forza lavoro complessiva e di oltre il 60% della forza lavoro femminile entro il 2010. Ovviamente questo obiettivo non può essere conseguito se si confermasse l'attuale tendenza ad andare in pensione molto prima di aver raggiunto l'età ufficiale per la pensione. Oggigiorno meno di un quarto delle persone di età compresa fra 60 e 64 anni sono ancora occupate.

La struttura del personale della Commissione è perfettamente conforme a questi obiettivi politici generali. L'età media di pensionamento del personale della Commissione è attualmente di 62,8, con il 47% di funzionari di età compresa fra 60 e 64 anni ancora in servizio.

Per quanto concerne i funzionari e gli agenti temporanei delle istituzioni europee, l'età normale per la pensione è attualmente fissata a 60 anni (con un massimo fissato a 65 anni). È di fondamentale importanza valutare regolarmente l'equilibrio del regime pensionistico delle istituzioni. Per mantenere detto equilibrio, lo Statuto del personale prevede la possibilità di adattare il contributo finanziario del regime in parola oppure di adattare l'età normale della pensione, ad esempio di ritardarla in caso di disavanzo del regime. Nel contesto della riforma della Commissione, è stato proposto di mantenere queste due possibilità nello Statuto del personale. È in questo senso che va interpretata la possibilità di modificare l'età della pensione. La riforma propone inoltre di istituire una procedura periodica di controllo dell'equilibrio suddetto. Nel contesto di tale procedura, sarebbe opportuno esaminare periodicamente e a norma dello Statuto del personale, le misure da adottare per garantire l'equilibrio del regime stesso.

Attualmente la pensione anticipata nelle istituzioni europee è prevista a partire dall'età di 50 anni con una pensione sostanzialmente ridotta. Inoltre, i funzionari perdono il diritto alla copertura da parte del sistema di sicurezza sociale del datore di lavoro. In realtà, questa possibilità viene raramente utilizzata: in media alla Commissione ci sono meno di 10 pensionamenti all'anno prima dei 60 anni. La proposta presentata dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio il 31 gennaio 2001, alla quale fa riferimento l'onorevole parlamentare, non mira a modificare tale sistema "permanente" di pensione anticipata. Riguarda invece una misura specifica nel quadro della riforma in atto.

Per affrontare in futuro la questione della pensione anticipata in modo più strutturato e per agevolare l'integrazione del personale dei nuovi Stati membri, la Commissione presenterà un documento consultivo sul pensionamento flessibile, come annunciato nel Libro bianco sulla "Riforma della Commissione" del 1° marzo 2000 (Parte II, azione 34).

Per quanto concerne il personale Freelance, in seguito all'adozione del regolamento (CE, CECA, Euratom) n. 628/2000 del Consiglio, del 20 marzo 2000 che modifica il regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, che definisce lo statuto dei funzionari delle Comunità europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità , gli interpreti di conferenza ingaggiati dalla Commissione sono assunti, come quelli assunti dal Parlamento europeo, come agenti ausiliari. Tale nuovo statuto garantisce parità di trattamento degli interpreti di conferenza ausiliari assunti dalle istituzioni europee per quanto concerne, fra l'altro, l'età obbligatoria per la pensione di cui allo Statuto dei funzionari delle Comunità. Di conseguenza, né la Commissione né il Parlamento europeo, in quanto istituzioni europee, possono assumere interpreti di conferenza di età superiore a 65 anni, secondo quanto stabilito dall'articolo 74 delle condizioni di assunzione degli altri agenti (RAA), in base al quale il contratto degli agenti ausiliari scade legalmente alla fine del mese nel quale compiono 65 anni di età.

Per quanto concerne la pensione anticipata, la Commissione non applica tali disposizioni agli interpreti di conferenza che ha assunto.

 

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