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INTERROGAZIONE
SCRITTA
di
Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione
(21 marzo 2001)
Oggetto: Le contraddizioni
comunitarie nel settore della ricerca.
I ministri dell'Istruzione
e della Ricerca riuniti a Uppsala per preparare
il vertice di Stoccolma, hanno discusso
delle conseguenze dell'invecchiamento della
popolazione nell'UE in questi due settori
ed esaminato uno studio svedese, secondo
il quale, il 28% della popolazione europea
avrà piú di 65 anni nel 2050
(14% attuale) e l'allargamento non influirà
positivamente sul fenomeno perchè
solo la Turchia è in controtendenza.
Nel campo
della ricerca (ambientale, economico sociale,
scientifica, tecnologica) la riduzione degli
occupati e la flessione dell'innovazione
e delle competenze provocherà un
rallentamento della crescita. Pertanto,
la presidenza svedese, si sta interrogando
su come soddisfare la domanda di risorse
umane in ambito scientifico; come migliorare
l'immagine della scienza e della tecnologia
presso i giovani; come avvicinare il pubblico
alla scienza e ipotizza l'assunzione di
ricercatori di Paesi terzi.
La Commissione
invece decide di ridimensionare di 200 unità
il personale del CCR (nonostante un accordo
del Consiglio del 1998 di mantenere l'organico),
di trasferire le attività e il personale
da Ispra a Patten (gennaio 2001) senza consultare
il Parlamento e poi annuncia che la maggior
parte dei ricercatori sarà in pensione
nel 2008, mentre l'università non
assicurerà il ricambio e che le condizioni
attuali in materia di visti, mobilità,
regimi di lavoro e di soggiorno necessitano
di cambiamenti strutturali.
Puó
la Commissione spiegare se è coerente
attuare licenziamenti in un settore che
rischia di essere penalizzato proprio dalla
carenza di personale? E se è coerente
ipotizzare l'ingresso di cittadini di Paesi
terzi, mentre si riconoscono limiti comunitari
in materia di visti, mobilità, regimi
di lavoro e di soggiorno?
RISPOSTA
Risposta dal signor
Busquin a nome della Commissione
(11
maggio 2001)
Una delle
raccomandazioni a seguito del rapporto del
gruppo ad alto livello presieduto dal visconte
Davignon, è stata di concentrare
le attività del Centro comune di
ricerca (CCR) sui suoi punti forti di competenza.
Nell'ambito della revisione delle sue priorità,
avviata all'inizio del 2000, la Commissione
ha adottato alla riunione del 26 luglio
2000, le raccomandazioni del comitato di
pilotaggio costituito a tale scopo.
In questo
contesto, la Commissione ha chiesto al membro
della Commissione responsabile per la ricerca
di affidare al CCR l'esecuzione di uno studio
di fattibilità sulla chiusura del
sito di Petten e di prevedere, in alternativa,
la soppressione di 200 posti tramite riduzioni
di attività dei vari servizi del
CCR.
Lo studio
di fattibilità sulla chiusura del
sito di Petten è terminato e le sue
conclusioni sono state presentate alla Commissione
in una comunicazione, adottata il 22 gennaio
2001.
Tra le
raccomandazioni riprese nelle conclusioni
dello studio di fattibilità figurano
il trasferimento delle attività legate
allo studio della riduzione delle emissioni
delle automobili da Petten a Ispra e il
trasferimento dell'unità Sicurezza
dei reattori da Ispra a Petten, per garantire
un portafoglio di attività coerente
dei diversi siti del CCR.
Trattandosi
di una misura interna di riorganizzazione
dei suoi servizi, la Commissione non ha
consultato le altre istituzioni su questo
trasferimento di personale.
Sulla
base delle conclusioni del comitato di pilotaggio,
la Commissione proporrà all'autorità
di bilancio una modifica dell'organico del
CCR a partire dal 2002.
Le altre
attività del CCR sono state oggetto
di un audit dettagliato. Le misure di concentrazione
proposte mirano a garantire al CCR un futuro
a lungo termine, nel quadro della sua missione
di sostegno scientifico e tecnico alle politiche
comunitarie.
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